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L’orfismo è fondamentale perché introduce per la prima volta nella cultura occidentale la netta separazione tra corpo e anima. Prima di questo movimento, il mondo greco non concepiva l’essere umano diviso in due parti contrapposte. Con l’orfismo, invece, nasce l’idea che l’uomo sia composto da un corpo materiale e mortale e da un’anima spirituale e immortale, intrappolata al suo interno.

È difficile ricostruire cosa pensavano gli orfici all’inizio, perché le opere che ci sono arrivate sono molto tarde e spesso falsificate. Le più importanti sono:

  1. 87 Inni dedicati a varie divinità
  2. Un poema sull’argonauta (il viaggio degli eroi)
  3. Un altro poema sulle virtù delle pietre magiche

Questi testi contengono idee orfiche, ma anche influenze di altre filosofie come lo stoicismo. Tuttavia, non ci sono molti testi originali; perciò, conosciamo principalmente frammenti e testimonianze indirette.

Già nel VI secolo a.C. si parlava di Orfeo come di un personaggio molto famoso e molte opere portavano il suo nome, anche se spesso sono di epoche molto più tarde.

Alcuni autori come Platone e Aristotele attribuiscono agli oOrfici dottrine importanti, come quella della rinascita delle anime (metempsicosi). In particolare, Platone le attribuisce a loro e dice che l’anima è divina e immortale, e che il corpo è come una prigione.

Gli orfici credevano che l’uomo avesse qualcosa di divino dentro di sé, che proviene dagli dei, e che il corpo fosse una specie di prigione dove l’anima sconta le sue colpe passate.

La vita dopo la morte è una continuazione di questa punizione o purificazione. L’anima deve liberarsi dal corpo per tornare a essere pura e ritornare agli dei.

La dottrina della metempsicosi (reincarnazione) era molto importante: le anime si reincarnano in altri corpi per pagare le colpe e purificarsi.

Il fine ultimo dell’anima è diventare di nuovo Dio, cioè liberarsi dal ciclo di reincarnazioni e tornare alla sua origine divina.

Gli orfici raccontano che Zeus, che rappresenta il principio, ha creato gli uomini dalla cenere dei Titani, punendoli per le colpe di questi ultimi.

Secondo il mito, il corpo umano deriva dai Titani, e questa origine spiega perché gli esseri umani tendono sia al bene che al male.

La vita umana è vista come una prova, e il nostro obiettivo è liberare l’anima dalla prigionia del corpo, attraverso riti, purificazioni e la filosofia.

La teogonia (racconto dell’origine degli dei e dell’universo) degli orfici è diversa da quella di Esiodo. È più complessa e più logica, e si concentra anche sulla storia di Dioniso e dei Titani, spiegando come gli uomini siano stati creati dalla cenere dei Titani divorziati da Zeus.

Questa versione del mito suggerisce che l’uomo ha una parte divina e una parte più bestiale, e che il nostro compito è purificare l’anima e liberarla dal corpo, che è come una prigione.

Gli orfici praticavano riti di iniziazione e purificazione, che avevano lo scopo di preparare l’anima alla vita eterna e alla riunione con gli dei.

Questi riti includevano simboli come la morte e la rinascita di Dioniso, e l’astensione da certi cibi (come il consumo di carni).

Platone dice che la vera purificazione viene dalla filosofia, che aiuta l’anima a liberarsi e a tornare agli dei, diventando di nuovo divina.

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