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Finalmente dopo tre anni che avevo prenotato il libro in biblioteca Il mondo al contrario di Roberto Vannacci è finalmente giunto nelle mie mani.

Mi sono sentita una miracolata della grazia che ho ricevuto dopo tre anni che sono rimasta in coda per questo libro. Il volume che sono riuscita a reperire è quello pubblicato nel 2023 con Il Cerchio srl con la prefazione di Francesco Borgonovo. In questo volume ci sono due interviste che il giornalista Borgonovo ha fatto a Roberto Vannacci.

Voglio precisare che in questo articolo non mi addentrerò sui contenuti del libro e tantomeno non darò alcun giudizio morale o politico sull’autore. Il mio pubblico sa benissimo che io lo ritengo intelligente e che sa valutare da sé quanto è scritto nel libro senza le mie opinioni. Questo articolo andrà a sviscerare la tecnica di scrittura usata dall’autore, lo schema di pensiero che usa Vannacci nei suoi ragionamenti. Questo per andare a capire il successo del libro che dopo tre anni continua ad avere, dato che nel circuito della mia biblioteca ci sono ancora 99 persone che aspettano di leggerlo.

Partiamo dalla struttura dei testi all’interno dei vari capitoli. La struttura del testo può essere analizzata suddividendola in diverse parti tematiche e funzionali, evidenziando come l’autore organizza le idee per sviluppare il suo discorso sulle problematiche. 

Un’analisi dettagliata della sua struttura:

  1. Introduzione e affermazioni di apertura.
    1. Citazione iniziale 
    2. Presentazione del tema centrale 
    3. Differenziazione tra i vari concetti che analizza nei vari capitoli 
  2. Valori sociali e culturali   dell’argomento che tratta.
  3. Evoluzione storica del fenomeno 
  4. Caso esemplificativo e aneddoto
    1. Narrazione dell’episodio di Ennio, pensionato romano vittima di occupazione abusiva, come esempio concreto e toccante delle difficoltà e delle ingiustizie.
  5. Analisi giuridica e normativa
  6. Fenomeno dell’occupazione abusiva e criminalità organizzata  
  7.  Connessione con il sistema sociale ed economico 
  8.  Proposte e soluzioni 
  9.  Conclusione e appello  

La struttura del testo potrebbe essere sintetizzata come segue:

  • Apertura: citazioni e affermazioni valoriali  
  • Sviluppo storico: evoluzione del fenomeno e analisi delle cause  
  • Esempi concreti: casi di cronaca e aneddoti personali  
  • Analisi normativa: norme, diritti, contraddizioni e criticità  
  • Problematica sociale e criminale: connessioni tra illegalità, criminalità organizzata e degrado  
  • Implicazioni economiche: effetti sul mercato immobiliare e sulle finanze pubbliche  
  • Proposte di intervento: legislatore, politiche pubbliche e soluzioni pratiche  
  • Chiusura: richiamo all’etica, alla legalità e all’importanza di rispettare i diritti fondamentali

Pertanto il testo è strutturato come un saggio articolato, che parte da considerazioni culturali e storiche, passa per casi concreti e analisi giuridiche e si conclude con proposte di soluzione, sempre mantenendo un tono polemico e critico nei confronti delle attuali storture del sistema.

Roberto Vannacci utilizza principalmente una struttura di periodi complessi e articolati, caratterizzati da frasi molto lunghe, subordinate e coordinate. Questo tipo di struttura permette di esprimere concetti articolati, analisi approfondite e di collegare diverse idee, riflessioni e argomentazioni all’interno di un singolo periodo. 

Caratteristiche principali della struttura di periodi che usa l’autore:

  • Periodi molto lunghi e articolati: Spesso le frasi si sviluppano su più di una riga, con subordinate che si inseriscono all’interno di frasi principali, creando periodi complessi.
  • Uso frequente di subordinate: L’autore ricorre a subordinate causali, temporali, condizionali, spiegative e concessive per approfondire e spiegare i vari aspetti trattati.
  • Numerose coordinate: Le proposizioni sono collegate tra loro mediante congiunzioni coordinative come “e”, “ma”, “perché”, “poiché”, “se”, “quando”, che permettono di collegare idee e argomenti.
  • Sintassi ricca e variegata: La sintassi è complessa, con inserimento di elenchi, digressioni e chiarimenti che arricchiscono il testo e rendono la lettura più articolata e approfondita.

Possiamo dire  che l’autore predilige una struttura di periodi complessi, con frasi molto articolate e subordinate multiple, tipica di uno stile discorsivo e riflessivo, volto a sviluppare analisi dettagliate e a collegare idee in modo approfondito e articolato.

L’autore nelle frasi del testo utilizza principalmente una struttura logica di tipo deduttivo e argomentativo, caratterizzata da un ragionamento che parte dall’analisi di fatti e dati concreti (esempi, numeri, casi) per arrivare a una conclusione di tipo morale e civico.

In particolare, si può individuare una sequenza logica di questo tipo: introduzione di un fatto o di un principio; analisi critica e confronto; evidenziazione delle cause e delle conseguenze; proposta di soluzioni e conclusioni.

Dal punto di vista logico, l’autore fa uso di argomentazioni di tipo deduttivo, partendo da principi generali (come il diritto alla proprietà, la legalità, i valori civili) e arrivando a conclusioni specifiche sui problemi concreti dell’Italia odierna. Usa anche argomentazioni causali (ad esempio, la mancanza di norme efficaci e la lentezza della giustizia causano il diffondersi dell’illegalità) e argomentazioni esemplificative (casi concreti, dati statistici, storie personali) per sostenere le sue tesi.

Inoltre, il testo mostra una struttura discorsiva di tipo discorsivo-critico, dove si analizzano e si criticano le cause, le norme, le pratiche sociali e politiche, per arrivare a un messaggio di forte denuncia e di proposta di riforme. 

L’autore utilizza una struttura logica principalmente deduttiva e argomentativa, che parte da principi e dati generali, li analizza criticamente, evidenzia contraddizioni e cause, e conclude con proposte e valutazioni morali e civili, costruendo così un discorso coerente, dettagliato e motivato.

Il testo presenta numerosi aspetti da analizzare dal punto di vista grammaticale, stilistico e di linguaggio. Ecco un giudizio complessivo e alcune osservazioni dettagliate:

Il testo utilizza un registro elevato, spesso ricco di termini tecnici e formali, con una forte componente retorica e un tono provocatorio. È adatto a un pubblico che apprezza un linguaggio articolato e articolato, ma risulta complesso e a tratti ridondante.

Sono frequenti espressioni colloquiali e interiezioni (“Noi italiani siamo strani”, “Dunque”, “Insomma”) che creano un effetto di immediatezza e coinvolgimento, ma che talvolta appesantiscono la lettura.

Il testo è molto lungo e si sviluppa attraverso numerosi argomenti collegati tra loro, senza una suddivisione evidente in paragrafi tematici chiari. Questo può rendere difficile seguire il filo logico, specialmente in un testo così denso.

La presenza di molte digressioni, ripetizioni e dettagli che talvolta sembrano marginali o superflui contribuisce a ridurre la chiarezza complessiva.

Il lessico è ricco e vario, con termini tecnici (es. “sequestro”, “sanzioni”, “occupazione abusiva”) e anche espressioni idiomatiche (“cornuti e mazziati”).

Tuttavia, alcune espressioni risultano troppo colloquiali o gergali e talvolta poco appropriate per un discorso più formale o rigoroso (es. “il mondo al contrario”, “fa intraprendere il macchinoso apparato burocratico”).

L’autore del testo adotta uno schema di riflessione di tipo critico e analitico, strutturato attraverso diverse fasi che coinvolgono: osservazione e descrizione della realtà; analisi storica e culturale; Identificazione delle cause e delle dinamiche; valutazione critica delle conseguenze; richiamo ai principi fondamentali e alle norme costituzionali e internazionali; proposta di soluzioni e conclusione morale

L’autore utilizza uno schema di riflessione critico-analitico, che combina una diagnosi approfondita della situazione attuale con una valutazione dei valori giuridici e morali, proponendo un’interpretazione che mira a evidenziare le contraddizioni tra i principi costituzionali e i fatti concreti, con l’obiettivo di sensibilizzare e stimolare un cambiamento culturale e normativo.

Vannacci ha una forma mentis militare e questo emerge in modo chiaro ed evidente nel testo.

L’autore di questo testo adotta uno schema di riflessione molto strutturato e rigoroso, che può essere paragonato a un modello militare per diversi aspetti:

  1. Struttura lineare e logica: il testo segue un percorso logico e sequenziale, analizzando il problema , partendo da considerazioni culturali e storiche, passando per aspetti normativi e giuridici, fino ad arrivare alle conseguenze sociali ed economiche. Questa linearità è tipica di un metodo militare, dove ogni fase porta alla successiva in modo ordinato e preciso.
  2. Analisi dettagliata e sistemica: come in un’operazione militare che richiede un’analisi accurata del territorio, delle risorse e delle minacce, l’autore esamina le varie componenti del fenomeno (dati statistici, norme, esempi pratici, casi concreti, implicazioni politiche), dimostrando un approccio metodico e approfondito.
  3. uso di esempi e Casi di studio: l’autore utilizza esempi concreti per illustrare le sue argomentazioni, rievocando tattiche di guerra per evidenziare le falle del sistema e le strategie dei “nemici”. Questo approccio analitico e comparativo richiama la disciplina militare, che si basa sull’analisi di situazioni reali per pianificare azioni efficaci.
  4. tono deciso e autoritario: la riflessione è caratterizzata da un tono deciso, quasi imperativo, che mira a smascherare le ingiustizie e a denunciare la “verità” in modo chiaro e senza scrupoli. Questo stile diretto e senza mezzi termini è tipico della comunicazione militare, che privilegia l’efficacia e l’impatto.
  5. Priorità e strategia: l’autore identifica chiaramente le priorità  e propone soluzioni concrete, come un comandante che pianifica le mosse da adottare. La visione strategica è evidente nel modo in cui si confronta con le cause, gli effetti e le possibili contromisure.
  6. rispetto delle regole e disciplina: il testo sottolinea l’importanza della legalità e della disciplina, criticando le situazioni di impunità e di “mondo al contrario”, dove i principi di giustizia e ordine vengono sovvertiti. La coerenza tra valori e azioni richiama l’etica militare.

In sintesi, lo schema di riflessione dell’autore è da militare perché si caratterizza per:

  • Struttura logica e sequenziale
  • Analisi approfondita e sistemica
  • Uso di esempi concreti e casi di studio
  • Tono deciso e autoritario
  • Approccio strategico e priorità ben definite
  • Enfasi sulla disciplina, legalità e ordine

Questo metodo permette di affrontare un problema complesso in modo chiaro, organizzato e mirato, tipico della mentalità militare che privilegia la pianificazione, il rigore e l’efficacia.

Questo libro scritto da Vannacci a mio avviso dà false sicurezze al lettore perché per risolvere i problemi  non tiene conto dell’animo umano a cui non si può applicare la regola due più due fa quattro. Questo non si può neanche applicare alla matematica perché oggi si dice che due più due fa quasi quattro perché anche la matematica e la fisica applicata dicono che “due più due fa quasi quattro”, perché nel mondo reale entrano in gioco l’approssimazione, l’errore di misura e le condizioni degli insiemi. Per risolvere i problemi del paese occorre secondo me conoscere bene l’animo umano.

Spero di essere stata obiettiva chiara e lucida senza dare miei giudizi morali o di gusto personale e tantomeno orientamenti politici. Come ripeto il mio intento era quello di analizzare il testo andando oltre le critiche su Vannacci.

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