
The collage post foto di wgbieber da pixabay
Tutti al liceo abbiamo studiato Dante, ma in questo articolo vedremo Dante sotto una luce nuova e più affascinante.
Per comprendere l’argomento occorre prima di tutto fare una distinzione di significato, apparente e nascosto.
● Significato apparente: è il senso più semplice e diretto di un testo o di un’opera. È quello che capisci subito leggendo le parole senza cercare di andare oltre. Per esempio, se leggi una poesia che parla di un fiore, il significato apparente è che si sta parlando di un fiore reale.
● Significato nascosto: è un livello più profondo e più complesso. Si tratta di un messaggio o di un insegnamento che si nasconde dietro le parole, spesso di natura spirituale, filosofica o dottrinale. Per scoprirlo, bisogna “guardare oltre” le parole e cercare di capire cosa ci sia sotto, come un velo che copre un significato più importante. Dante, ad esempio, dice esplicitamente che le sue opere contengono un significato nascosto, che richiede attenzione e capacità di interpretazione per essere compreso.
I simboli che riguardano Dante, l’ordine dei Templari, e alcune società segrete come la Massoneria e la Rosa-Croce
Dante e simboli esoterici: Dante, il famoso poeta, potrebbe aver nascosto nei suoi scritti simboli e segreti legati a società iniziatiche e a credenze spirituali. Alcuni studiosi pensano che Dante abbia indicato, attraverso simboli come le stelle o i gradi di iniziazione, delle conoscenze misteriose.
Ordini segreti e loro simboli: organizzazioni come i Templari o la Massoneria avevano gradi e titoli simbolici, spesso legati a concetti come “imperatore” o “principe”, che rappresentano livelli di conoscenza spirituale o iniziatica. Questi simboli e gradi servivano a indicare il progresso spirituale o la comprensione di verità nascoste.
Le sette arti e i cieli: le “sette arti liberali” (come grammatica, retorica, musica, geometria, aritmetica, ecc.) che rappresentano le “sette sfere” o “cieli” del cielo, simboli di diverse conoscenze e livelli di saggezza. Queste arti erano viste come un modo per ascendere spiritualmente e conoscere i misteri dell’universo.
Simbolismo e scienze: si sottolinea che molte scienze e arti, come musica, geometria e astronomia, sono collegate tra loro e rappresentano aspetti di una stessa verità superiore. Ad esempio, la musica e la geometria sono strettamente legate nel modo in cui studiano le proporzioni e le armonie dell’universo.
Tradizione e conoscenza nascosta: molti di questi simboli e conoscenze erano riservati alle società iniziatiche, e si crede che nascondano verità profonde sulla natura dell’universo e sull’uomo. Dante potrebbe aver avuto accesso a queste conoscenze e averle incorporate nei suoi scritti.
I temi simbolici e iniziatici, collegati a Dante, alla Massoneria, ai Templari e alle tradizioni esoteriche
Simbolismi e tradizioni antiche: si fa riferimento a simboli come i tre colori (verde, bianco e rosso), le scale, le croci, e altri simboli che rappresentano concetti spirituali come fede, speranza, carità, e l’unione tra Dio e l’uomo. Questi simboli sono presenti anche nelle tradizioni massoniche e templari.
Numeri e simboli: il numero 3 (come la Trinità) e il numero 9 sono molto importanti e spesso rappresentano l’unità, la perfezione o i cicli spirituali. Dante stesso usa simboli numerici per rappresentare i cieli e gli stati spirituali.
Cieli e mondi spirituali: si parla di vari livelli o cieli, come il Paradiso, il Purgatorio e l’Inferno, ma anche di livelli nascosti e simbolici che rappresentano diversi aspetti dell’anima e della conoscenza spirituale. Dante li rappresenta come scale o cerchi che si innalzano o si collegano tra loro.
Alchimia e simbolismo: si fa riferimento anche all’alchimia, che usa simboli come i metalli e i colori per rappresentare processi di trasformazione spirituale e interiore.
Origini e influenze: molte tradizioni esoteriche e simboli hanno origini antiche, forse dall’Oriente o dall’Antico Egitto, e sono stati tramandati attraverso i secoli nelle società segrete come i Templari, i Rosacroce e i massoni.
Segreti iniziatici: si accenna anche a riti e simboli riservati a pochi iniziati, che rappresentano un percorso di crescita spirituale e conoscenza nascosta, spesso collegata a figure come Dante, che attraverso i suoi scritti può aver trasmesso queste conoscenze.
Dante e il Rosacrocianesimo (una dottrina esoterica)
Chi è Dante? Dante è uno dei più grandi poeti italiani, autore della Divina Commedia, un poema che racconta il viaggio attraverso l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso.
Cosa dice Lévi (un autore che studia l’occultismo)? Lévi sostiene che Dante, oltre a essere un poeta, avrebbe avuto un carattere esoterico e nascosto. Per lui, la Divina Commedia non è solo un poema, ma una specie di insegnamento segreto che rivela misteri spirituali e simbolici, e anche una lotta contro il Papato, usando simboli e numeri della Cabala (una tradizione mistica ebraica).
L’esoterismo di Dante: secondo questa interpretazione, Dante avrebbe usato simboli e allegorie per comunicare insegnamenti spirituali profondi, nascosti dietro la narrativa. Il suo viaggio attraverso i mondi sovrannaturali sarebbe come un percorso iniziatico, simile alle cerimonie misteriche antiche.
Perché questa interpretazione è controversa? Perché molti pensano che Dante non fosse un cabbalista (uno che studia la Cabala e i suoi misteri), ma piuttosto un poeta che usava simboli tradizionali e religiosi. La sua opera si basa sulla tradizione cristiana e classica, non su un’esperienza esoterica diretta.
Sul rapporto tra Dante e altri movimenti esoterici: Lévi e altri pensano che ci siano legami tra le dottrine esoteriche medievali, le organizzazioni misteriche come i Templari, i Rosacroce (un ordine segreto), e l’arte di Dante. Tuttavia, questi legami sono complessi e non si può dire che Dante fosse un “mago” o un cabbalista nel senso stretto.
Il simbolo del Graal: la leggenda del Graal (il calice sacro) e le organizzazioni come la Massoneria hanno radici profonde in questa tradizione esoterica, che si sviluppò durante il Medioevo e si collegava a misteri, simboli e società segrete.
Riassunto: Dante, secondo questa interpretazione, non sarebbe un iniziato esoterico, ma il suo lavoro è ricco di simbolismi e insegnamenti nascosti. La sua opera si inserisce in un contesto di tradizioni segrete e simboliche che si sono tramandate nel tempo, come quella dei Rosacroce e dei Templari.
Le storie di viaggi negli inferi (cioè nei luoghi sotto la terra, dove si trovano i peccatori) sono presenti non solo nella religione cristiana, ma anche in altre culture e religioni, come l’Islam e il mondo antico. In particolare, Dante ha scritto la sua Divina Commedia ispirandosi a queste tradizioni di viaggi attraverso i mondi spirituali. Dante ha scelto Virgilio come guida perché questa figura rappresenta una conoscenza iniziatica, cioè un sapere segreto e profondo, che non si può capire semplicemente con la ragione, ma bisogna averlo vissuto e studiato in modo speciale. Nel passato, molte persone credevano che Virgilio fosse anche un mago o un iniziato, e questa idea si diffuse molto nel Medioevo. Ma Virgilio non era solo un poeta, aveva radici nelle tradizioni dell’antica Grecia, come i miti di Ulisse e Orfeo, che anche loro, secondo alcune interpretazioni, rappresentano viaggi simbolici nell’aldilà.
Questi racconti di viaggio sono molto simili tra loro e spesso sono considerati come diverse versioni della stessa realtà spirituale. Per esempio, le storie di Enea che va a prendere un ramo magico nell’aldilà sono legate ai riti misterici dell’antica religione di Eleusi, e anche nel cristianesimo ci sono simboli simili, come la settimana santa, che rappresenta la morte, la discesa agli inferi e la resurrezione di Gesù.
Il viaggio di Dante si può vedere come un percorso iniziatico: prima deve attraversare l’Inferno (la morte e il peccato), poi ascende al Paradiso (la resurrezione e l’immortalità). Questi due momenti sono come due fasi opposte ma complementari: uno prepara all’altro.
Inoltre, si parla anche di influenze provenienti dall’Islam. La leggenda del viaggio notturno di Muhammad, in cui egli vola in cielo e scende negli inferi, ha molto in comune con le storie di Dante e altre tradizioni spirituali. Uno studioso, Asín Palacios, sostiene che molte di queste storie si sono influenzate tra di loro e che potrebbero avere radici molto antiche, forse anche in culture come quella dell’India. La divisione dei tre mondi è un modo di suddividere l’esistenza in tre parti ed è presente in molte culture e dottrine spirituali, come la Divina Commedia di Dante e anche in India.
Esistono due principali modi di vedere questi tre mondi:
- Prima versione:
● Inferi: i regni più bassi, come l’Inferno.
● Terra: il nostro mondo materiale.
● Cieli: gli stati più elevati e spirituali, come i Cieli del Paradiso.
In questa visione, il Purgatorio (luogo di purificazione) si trova tra la Terra e i Cieli. - Seconda versione:
● Terra: il mondo fisico.
● Atmosfera o regione intermedia: uno spazio tra Terra e Cielo, dove ci sono anche il Purgatorio.
● Cielo: gli stati superiori di spiritualità.
In questa visione, gli Inferi non sono più inclusi come un mondo separato e si pensa che siano simbolicamente all’interno della Terra.
Questi mondi rappresentano diversi livelli di esistenza e di consapevolezza, che vanno dall’inferiore (ignoranza, tenebre) al superiore (conoscenza, luce). Quando si parla di Cieli e Inferi, si intendono anche stati interiori dell’anima o dello spirito, non solo luoghi fisici.
L’iniziazione spirituale, cioè il percorso di crescita interiore, consiste nel viaggiare (simbolicamente) dai livelli più bassi a quelli più elevati, per diventare più consapevoli e realizzare il proprio potenziale. A volte, questo percorso inizia con una discesa negli aspetti più oscuri di sé, per poi risalire verso la luce e la conoscenza.
Inoltre, questa suddivisione si collega a un’antica teoria indiana chiamata i tre guna (sattwa, rajas, tamas), che sono come le tendenze di base dell’universo e di ogni essere:
● Sattwa: la luce, la conoscenza, l’armonia.
● Rajas: l’energia, il movimento, l’espansione.
● Tamas: l’oscurità, l’ignoranza, la staticità.
Questi tre aspetti determinano come un essere si manifesta e in quale mondo si trova. Per esempio, predominano sattwa e i mondi superiori, oppure tamas e i mondi inferiori.
Infine, tutto questo percorso di evoluzione e di crescita spirituale si ispira all’idea che l’essere umano, attraverso l’iniziazione e la consapevolezza, possa risalire da uno stato di ignoranza a uno di illuminazione, passando per vari livelli simbolici che rappresentano il viaggio dell’anima verso la completezza e l’unione con il divino.
Il significato simbolico dei numeri nella poesia di Dante, in particolare nell’Inferno, parte della sua famosa Divina Commedia. Uno studioso, Rodolfo Benini, ha individuato alcune coppie di numeri che Dante usava come simboli importanti: 3 e 9, 7 e 22, 515 e 666.
Ecco il senso di questi numeri:
● 3 e 9: il numero 3 rappresenta la triade, come la Trinità cristiana o le tre parti dell’uomo (corpo, anima, spirito). 9 è il quadrato di 3, quindi ha un valore simbolico legato alla completezza e alla perfezione. Il numero 9 è anche associato a Beatrice, l’amore divino che guida Dante.
● 7: considerato un numero sacro in molte tradizioni, rappresenta le settimane, i pianeti e altri concetti spirituali. Dante lo usa nelle divisioni del Purgatorio.
● 22 e 515: 22 è il numero delle lettere dell’alfabeto ebraico, importante nella Cabala, una tradizione mistica. 515 è un numero che Dante menziona come “messo di Dio” e potrebbe rappresentare qualcosa di divino o simbolico.
● 666: conosciuto come “il numero della bestia” nell’Apocalisse, spesso interpretato come simbolo del male o dell’Anticristo.
Dante, usando questi numeri, si nascondeva dietro simbolismi e codici segreti, probabilmente per proteggere certi messaggi da occhi indiscreti. Per esempio, molte parti del poema sono divise in un numero di strofe o versi che corrispondono a questi numeri simbolici, come 11, 22, 33, ecc.
Inoltre, Dante potrebbe aver usato questi numeri come “segni di riconoscimento” tra persone iniziatiche o appartenenti a certe organizzazioni segrete, come i templari o la Massoneria, che attribuivano grande importanza a numeri come 11, 22, e 33.
Infine, Dante, attraverso questi simbolismi numerici, comunicava messaggi nascosti e la sua opera rifletteva anche eventi storici e organizzazioni segrete del suo tempo, come l’Ordine del Tempio o le associazioni iniziatiche, che si proteggevano usando simboli e numeri speciali.
In sintesi, Dante usava i numeri come simboli potenti e codici segreti per esprimere concetti spirituali, politici e iniziatici, e molto di questo si nasconde dietro i numeri che appaiono nella sua poesia.
Cosa sono i cicli cosmici?
I cicli cosmici sono periodi di tempo molto lunghi e simbolici che rappresentano il modo in cui il mondo e l’universo si sviluppano, si trasmettono e si trasformano nel tempo. Sono come grandi “fasi” che si ripetono e che hanno un significato profondo nelle tradizioni spirituali, religiose e filosofiche.
Come sono collegati a Dante?
Dante ha strutturato il suo viaggio attraverso i mondi (Inferno, Purgatorio, Paradiso) usando queste idee di cicli e simbolismi. Per esempio:
● Il suo viaggio avviene durante la settimana santa, un momento che nelle tradizioni era associato a iniziazioni spirituali e a riti misterici.
● La data del 1300, rappresenta anche la metà di un ciclo molto più grande, cioè una metà di un periodo di circa 13.000 o 13.000 anni, che si collega alla precessione degli equinozi (un movimento lento delle stelle che dura circa 26.000 anni in totale). Questo ciclo rappresenta il grande “anno” cosmico, un tempo di rinnovamento e distruzione del mondo.
Perché 13.000 anni?
Il numero 13.000 è simbolico e si collega a un ciclo di circa 25.920 anni (una grande rotazione delle stelle chiamata precessione degli equinozi). La metà di questo ciclo, circa 13.000 anni, rappresenta il tempo tra due grandi rinnovamenti del mondo, come catastrofi o trasformazioni radicali.
Numeri simbolici e significati:
Dante usa numeri come 65, 11, 6 e 5, che sono simboli di principi universali. Per esempio:
● 65 rappresenta un ciclo di tempo e si collega a concetti di unità e di equilibrio tra macrocosmo e microcosmo (grande e piccolo).
● 11 e 6 sono numeri che stanno alla base di questi cicli e sono collegati a simbolismi spirituali e cosmici.
● La parola “Lux” (luce) si ottiene con il numero 65, collegandosi anche alla tradizione massonica e alla ricerca della vera luce spirituale.
Simbolismi e rappresentazioni:
Dante rappresenta questi grandi cicli anche attraverso simboli geografici e cosmici:
● Gerusalemme e il Paradiso terrestre sono simboli di stati di purezza e origine.
● La Terra, con il suo centro, rappresenta il punto di passaggio tra due fasi: quella discendente (causata dal caos e dalla distruzione, come gli Inferi) e quella ascendente (il ritorno alla purezza e alla luce).
● Il viaggio di Dante può essere visto come un simbolo di questa oscillazione tra distruzione e rinascita, tra opposti come calore e freddo, espansione e contrazione.
Il centro e le due tendenze opposte:
La Terra, al suo centro, rappresenta il punto di equilibrio tra forze opposte:
● La tendenza alla condensazione e alla distruzione (come il gelo dell’ultimo cerchio dell’Inferno).
● La tendenza all’espansione e alla rinascita (come la salita verso il Paradiso).
Questo centro è anche simbolo di un punto divino, dove si bilanciano le forze contrarie, rappresentando l’armonia tra vita e morte, creazione e distruzione.
I cicli cosmici sono grandi periodi di tempo che spiegano come l’universo si muove tra momenti di distruzione e rinascita. Dante, nel suo poema, usa questi cicli e simboli per rappresentare il viaggio dell’anima attraverso questi grandi cambiamenti, collegandoli anche a numeri simbolici e a credenze antiche. Il suo viaggio simboleggia il percorso di riconciliazione tra opposti e la ricerca di equilibrio spirituale, che si ripete in cicli lunghi come decine di migliaia di anni.