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In questo articolo toccheremo a grandi linee il pensiero di Marcello Foa tratto dal suo libro Gli stregoni della notizia.
L’autore dice che poche persone riescono a pensare in modo critico e ragionare normalmente. Molti tendono a credere a tutto quello che leggono o ascoltano senza metterlo in discussione. Invece, per trovare la verità, bisogna essere pronti a mettere in dubbio le cose e pensare con autonomia.
Il testo parla anche di come i media (giornali, TV, cinema) abbiano un grande potere nel formare le opinioni delle persone. Spesso, i media non raccontano tutta la verità, ma scelgono come presentare le notizie, influenzando le idee del pubblico. Questa manipolazione può essere fatta attraverso tecniche sottili, senza che le persone se ne rendano conto.
Viene anche spiegato il ruolo di figure come gli “spin doctor” (che significa “mediatore di immagine”), ovvero esperti che sanno come far sembrare le cose in un certo modo, spesso per influenzare l’opinione pubblica o i politici. Questi professionisti possono manipolare le notizie, creare eventi artificiali chiamati “pseudoeventi” e usare tecniche di propaganda per convincere le persone a pensare o agire in un certo modo.
Nel passato, personaggi come Ivy Lee e Edward Bernays hanno usato queste tecniche per influenzare l’opinione pubblica, anche se con metodi discutibili. Bernays, ad esempio, ha inventato modi per far credere alle persone che fumare fosse un atto di libertà o che mangiare determinati alimenti fosse normale, anche se in realtà erano interessi di aziende.
Il testo sottolinea che anche i governi e le grandi industrie usano queste tecniche di manipolazione per controllare le persone e mantenere il potere. Hollywood, ad esempio, collabora con il governo e le forze armate per creare film che rafforzano l’immagine positiva degli Stati Uniti e delle sue forze militari, spesso eliminando o nascondendo realtà scomode.
Infine, l’autore invita a essere critici e a riflettere su come funziona questa manipolazione, perché è importante conoscere i meccanismi nascosti che influenzano le nostre opinioni e decisioni e non accettare tutto ciecamente come vero. Solo così possiamo arrivare a capire meglio la realtà e trovare la verità.
I politici e i loro team cercano di controllare cosa viene detto sui media, pianificando in anticipo le notizie importanti e valorizzando l’immagine del leader. Non si tratta di censura come nei regimi dittatoriali, ma di usare strategie per far circolare le notizie a proprio vantaggio.
Le notizie vengono spesso generate da istituzioni come polizia, tribunali, governi, banche, ecc. Questi enti sono le fonti principali di notizie ufficiali. Tuttavia, i media e i politici sanno anche come far circolare notizie favorendo certe versioni o creando eventi “finti” o pianificati, chiamati “pseudoeventi”, per attirare l’attenzione.
L’informazione parte dalle fonti più importanti (come agenzie di stampa e grandi giornali) e scende fino al pubblico. Solo le notizie che attraversano tutti i livelli arrivano a molte persone. Le notizie importanti vengono “spinte” in alto, mentre altre rimangono sepolte o vengono ignorate.
Gli spin doctor usano anche fonti anonime, leak (fughe di notizie) e notizie filtrate appositamente per creare un certo clima o opinione. Spesso, le notizie vengono “imbottite” di enfasi, anche se sono poche righe, per farle sembrare più importanti.
Le notizie più rilevanti sono quelle che vengono riprese dai grandi circuiti di informazione, come agenzie internazionali o grandi TV. Quelle di minor importanza rischiano di essere ignorate, anche se sono molto significative.
Spesso molte notizie importanti vengono date da fonti anonime, perché chi le rivela preferisce non essere identificato. Questo può essere utile, ma anche pericoloso, perché può portare a manipolazioni o a notizie false.
I giornalisti devono cercare di verificare le fonti e di essere onesti. In alcuni casi, però, vengono usati per veicolare messaggi senza che siano consapevoli di essere manipolati. Per esempio, possono ricevere notizie da funzionari che vogliono influenzare l’opinione pubblica senza che i giornalisti ne siano completamente consapevoli.
Il testo cita esempi come le notizie sulla guerra in Kosovo, la crisi della Parmalat, le operazioni militari e le crisi economiche, che spesso vengono “costruite” o amplificate ad arte dai media e dai politici per creare un certo clima o giustificare decisioni.
In sintesi, il testo ci spiega che i media sono spesso influenzati da chi controlla le fonti e le notizie e che questa influenza può essere usata sia per informare correttamente, sia per manipolare l’opinione pubblica. È importante essere consapevoli di queste tecniche e capire come funziona il sistema dell’informazione oggi.
Il testo parla di come i governi, i politici e i media usano tecniche di comunicazione molto studiate per influenzare l’opinione pubblica e controllare le notizie che vengono diffuse.
Gli spin doctor sono esperti di comunicazione che aiutano i politici a presentare le notizie a modo loro, enfatizzando gli aspetti positivi e nascondendo o minimizzando quelli negativi. Usano tecniche di marketing e propaganda per far sembrare le cose nel modo più favorevole possibile.
Nei paesi come l’Europa, i politici cercano di essere amici e concilianti con i giornalisti, spesso tentando di convincerli o di creare rapporti di fiducia.
Negli Stati Uniti, invece, i giornalisti vedono il loro ruolo come “cani da guardia” della società e sono più critici e indipendenti. Tuttavia, anche lì, con il tempo, gli spin doctor imparano a coltivare rapporti con i giornalisti più influenti, scegliendo con cura chi favorire e chi mettere da parte.
Gli spin doctor preparano materiali e sintesi di informazioni che i giornalisti usano facilmente, anche se questi ultimi spesso leggono solo una parte delle informazioni fornite, rischiando di manipolare i fatti senza rendersene conto.
I governi e gli spin doctor pianificano con cura come comunicare, scegliendo i momenti più favorevoli e usando slogan semplici e memorabili per catturare l’attenzione.
Usano immagini, eventi e discorsi ripetuti spesso per rafforzare il messaggio. Tentano di controllare l’agenda dei media, dicendo loro cosa è importante e cosa no, e spesso minimizzano o nascondono le notizie scomode.
Si preparano anche per rispondere rapidamente a crisi o eventi imprevisti, adattando i messaggi in modo da mantenere l’immagine del leader forte e deciso.
La Casa Bianca ha un’organizzazione molto rigorosa, con riunioni mattutine e pianificazioni di eventi mediatici precisi.
Durante le campagne elettorali, si usano slogan semplici e efficaci per far passare i messaggi chiave, come “Riprendiamoci il futuro” o “Libertà contro il terrorismo”.
Si sfruttano anche momenti in cui ci sono poche notizie per lanciare messaggi importanti o si coordinano incontri e interviste in modo strategico, perché i governi e i politici vogliono che la loro versione delle cose venga ascoltata e ricordata, mentre cercano di influenzare l’opinione pubblica a loro favore. Questo può essere fatto senza che le persone si rendano conto, usando slogan, immagini e messaggi ripetuti spesso.
Il testo ci spiega che la comunicazione politica moderna è molto più di semplici discorsi e notizie: è una strategia studiata per persuadere e orientare le opinioni, spesso usando tecniche di marketing, slogan, e manipolazione sottile. È importante essere consapevoli di queste tecniche per poter distinguere tra informazione obiettiva e messaggi pilotati.
Come funzionano i nostri pensieri e le nostre percezioni
Le nostre idee e convinzioni sono influenzate dalle “scatole” mentali chiamate “frame”, che sono come schemi o modelli di pensiero. Questi sono impressi nel nostro cervello attraverso le esperienze e le culture.
Tendiamo a ricordare e accettare solo i fatti che confermano ciò che già crediamo, ignorando o scartando quelli che ci confondono o che ci sembrano irrazionali o folli.
L’uso delle parole e dei frame
Quando si comunica qualcosa, si usa un linguaggio che evoca certi “frame”, cioè certe immagini o idee già radicate nella mente delle persone.
Anche quando si usano parole precise, queste richiamano comunque un “frame”, cioè un modo di vedere la realtà.
Esempio: quando Nixon disse di “non essere un imbroglione”, molti pensarono che fosse effettivamente un imbroglione, perché le parole sono collegate a certi frame di significato.
Le persone che vogliono influenzare l’opinione pubblica (come gli spin doctor) usano parole strategiche: ad esempio, preferiscono dire “sgravi fiscali” invece di “riduzioni fiscali”, perché evocano un’immagine di aiuto e sollievo per chi soffre.
Si dice che qualcosa è vero perché lo dice un’istituzione o una figura considerata autorevole (come il Vangelo o il Presidente).
Per essere credibile, questa autorità deve essere competente, avere il rispetto e poter mostrare prove o argomentazioni.
Il governo, specialmente in democrazia, ha accesso alle fonti più affidabili (ministeri, enti pubblici).
Può usare questa autorità per giustificare le proprie decisioni, ma c’è il rischio che possa abusarne, dando informazioni incomplete o manipolate.
Per rendere comprensibili questioni complesse, si riducono a due sole alternative: A o B, bene o male.
Così si ignorano aspetti importanti e si semplifica troppo la realtà.
Si trasferiscono qualità positive (o negative) di una persona o di un paese a qualcun altro, per esempio dipingendo un nemico come “Hitler” o usando immagini forti per suscitare compassione o paura.
L’obiettivo è coinvolgere emotivamente le persone, farle schierare dalla parte del governo o del leader.
I leader usano simboli (come la Casa Bianca), ambientazioni suggestive e gesti simbolici (salutare dalla scaletta o visitare i soldati) per sembrare autorevoli e vicini alla gente.
Le immagini sono studiate per rafforzare la loro immagine, anche attraverso la ripetizione di scene diverse.
Durante grandi incontri internazionali o crisi, si pianificano con cura le immagini e i discorsi per far apparire l’evento come molto importante e spontaneo, anche se è tutto studiato nei dettagli.
Questo serve a mostrare forza, unità e determinazione.
Si usano immagini toccanti, come il Presidente che aiuta i soldati o che saluta la folla, per suscitare emozioni positive e rafforzare il legame con l’opinione pubblica.
Si coinvolgono anche personaggi famosi o si usano animali (come il cane del Presidente) per rendere più umana e familiare l’immagine del leader.
Quando un politico si trova in difficoltà, cerca di negare, minimizzare, screditare o distogliere l’attenzione, per non perdere credibilità.
Se falliscono queste tecniche, il leader può uscire in pubblico e parlare direttamente, ma senza affrontare le domande scomode, usando strategie come far parlare altri (come giornalisti compiacenti) o evitare le domande difficili.
Lo spin è l’insieme di tecniche per far sembrare le cose più favorevoli o meno gravi di quanto siano realmente.
Può essere prettamente difensivo (tendere a difendere e a riorganizzare la narrazione) oppure “offensivo” (attaccare gli avversari e screditarli).
Spesso i leader evitano di coinvolgere direttamente se stessi nelle operazioni più sporche e si affidano a consulenti o spin doctor.
Quando c’è una crisi o uno scandalo, si cerca di distogliere l’attenzione pubblica da fatti scomodi, puntando su altri eventi o creando notizie false o provocatorie.
Anche la propaganda può essere pianificata per far passare in secondo piano argomenti imbarazzanti.
Con internet e i motori di ricerca si possono manipolare i risultati di ricerca (ad esempio con tecniche di Google-washing) per far apparire come più rilevanti certe notizie o per nascondere quelle scomode.
Si creano siti o link fasulli, si usano blog e social media per diffondere informazioni controllate, spesso in modo anonimo e senza responsabilità.
I blog possono essere usati sia come strumenti di denuncia che di manipolazione, creando false opinioni o influenzando le discussioni.
Gli spin doctor spesso “controllano” i principali blog o creano network di siti favorevoli, per indirizzare i discorsi e le opinioni.
Esempi storici di strategie di comunicazione
Le campagne di guerra, come quella in Iraq, sono studiate nei dettagli per mostrare immagini e messaggi che rafforzano l’immagine del leader e del paese.
Anche scandali come il sexgate di Clinton sono stati gestiti con tecniche di spin: si sono usate immagini e messaggi studiati per ridimensionare il problema, coinvolgendo personaggi famosi o creando false narrazioni.
In conclusione, tutto questo mostra come la comunicazione politica moderna sia spesso molto più una strategia di immagine e manipolazione che una semplice trasmissione di verità. Gli esperti usano tecniche di persuasione, immagini, emozioni e informazioni controllate per influenzare le opinioni e mantenere il potere, spesso senza che il pubblico se ne accorga pienamente.
Gli spin doctor sono esperti di comunicazione che lavorano per influenzare come viene presentato un evento o una notizia. Nel governo degli Stati Uniti ci sono molti di loro: ci sono i funzionari di carriera (cioè quelli che lavorano per l’istituzione da tanti anni e cercano di mostrare le cose in modo obiettivo) e quelli politici (cioè i consulenti assunti dal presidente o dal governo per difendere le decisioni e migliorare l’immagine del leader).
Nel governo americano ci sono diverse centinaia di persone coinvolte nella comunicazione, tra portavoce, addetti ai media, speechwriter, consulenti e specialisti. L’intera struttura è molto complessa e include anche società esterne di pubbliche relazioni (PR), che vengono pagate per aiutare a controllare l’informazione e l’immagine del governo.
Gli spin doctor usano tecniche sofisticate: monitorano le notizie in tempo reale, creano messaggi e campagne di propaganda, producono video e servizi giornalistici già pronti e spesso diffondono informazioni che sembrano vere ma in realtà sono fatte apposta per convincere l’opinione pubblica. A volte creano eventi o notizie false o manipolate per favorire gli interessi del governo o del presidente, come nel caso della guerra in Iraq o delle immagini di Saddam Hussein.
Lo fanno per controllare come viene percepito il governo e per influenzare l’opinione pubblica e i media. Questo può essere utile in momenti di crisi o guerra, ma può anche essere pericoloso perché si confondono informazioni vere con la propaganda e si riduce la possibilità per i cittadini di avere una visione obiettiva.
Il problema principale è che molte di queste attività sono nascoste o camuffate e si diffondono notizie false o parziali senza che le persone o i media si accorgano. Ci sono anche società private che vengono pagate per fare campagne di persuasione o disinformazione e spesso si tratta di attività poco trasparenti.
Anche nei paesi europei e in altre parti del mondo ci sono società simili che aiutano i governi a comunicare meglio o a influenzare l’opinione pubblica. L’importante è che queste attività siano fatte in modo chiaro e trasparente, ma spesso non lo sono.
Gli spin doctor sono professionisti molto abili nel manipolare l’informazione per far apparire le cose come vogliono i loro clienti, spesso i governi. Questo può aiutare a migliorare l’immagine di un leader o di una nazione, ma può anche portare a situazioni di disinformazione e manipolazione dell’opinione pubblica, spesso in modo nascosto e senza che i cittadini se ne rendano conto.
Il testo parla di come la comunicazione politica in Gran Bretagna si sia evoluta, soprattutto grazie a spin doctor . Questi esperti aiutano i politici a presentarsi al meglio e a convincere le persone, spesso usando tecniche molto sofisticate o anche un po’ manipolative.
In Gran Bretagna, a differenza di altri paesi europei, queste tecniche sono state sviluppate in modo simile a quello degli Stati Uniti. Per esempio, durante il governo di Margaret Thatcher, Bernard Ingham si occupava di comunicazione, anche se con tecniche meno avanzate rispetto ai colleghi americani.
Quando Thatcher lasciò il potere, il suo successore John Major riuscì a mantenere il governo grazie ai consigli di bravi consulenti di immagine, chiamati spin doctor. Ma fu Tony Blair a portare questa strategia a un livello ancora superiore. Blair capì che non bastava solo cambiare le politiche, ma doveva anche curare molto bene la sua immagine, usando consulenti come Peter Mandelson e Alastair Campbell, che erano dei veri e propri “maestri” della comunicazione.
Campbell, in particolare, rivoluzionò il modo di comunicare del governo: non si limitava a dare informazioni neutre, ma costruiva una narrativa forte e spesso manipolava i fatti per influenzare l’opinione pubblica e i media. Trasformò l’ufficio stampa in una macchina da guerra, che pianificava tutto con grande attenzione, addirittura anticipando le mosse dei media.
Campbell usava tecniche come creare “pseudoeventi”, controllare strettamente quali giornalisti potevano avere accesso alle notizie e orientare l’agenda dei media. Questo faceva sì che l’opinione pubblica ricevesse notizie parziali e filtrate, molto spesso a favore del governo.
Tuttavia, questa manipolazione ha avuto anche effetti negativi. Con il tempo, molti cominciarono a capire che le notizie erano troppo controllate e che spesso erano false o distorte. Ci furono scandali e critiche, anche da parte della stessa stampa britannica, che si rese conto di essere stata manipolata.
Dopo alcuni scandali e problemi di fiducia, Blair cercò di rendere la comunicazione più trasparente, nominando nuove persone e cercando di limitare le tecniche manipolative. Ma il problema rimane: la comunicazione politica moderna, anche in Gran Bretagna, si basa molto su tecniche di influenza e manipolazione, che sono diventate una parte fondamentale del modo in cui i politici cercano di conquistare e mantenere il potere.
In conclusione, il testo ci insegna che lo spin (ovvero la manipolazione dell’informazione) è molto potente e diffuso, sia a destra che a sinistra, e che la comunicazione politica oggi è spesso più importante delle politiche vere e proprie. Ma se usato troppo, può anche danneggiare la credibilità dei politici e delle istituzioni.
Quando lavora per il governo, guadagna uno stipendio che permette di vivere bene, ma non di diventare ricco. Per esempio, Alastair Campbell, che ha lavorato con Tony Blair, nel 1998 guadagnava circa 135 mila euro all’anno e nel 2003 circa 190 mila euro.
Ex spin doctor di politici come Reagan o Clinton, dopo aver lasciato il governo, possono guadagnare molto di più avviando società di pubbliche relazioni, apparendo in TV, scrivendo libri o facendo consulenze. Per esempio, Campbell potrebbe arrivare a guadagnare tra 2 e 5 milioni di sterline all’anno con attività proprie.
Uno spin doctor non è solo un semplice portavoce, ma può influenzare molto le decisioni del leader politico.
Ad esempio, in America, Karl Rove è stato uno dei più potenti consiglieri di George Bush, tanto che viene chiamato “il vero cervello” o addirittura “il copresidente” degli Stati Uniti.
Rove aveva un ruolo molto importante, anche se ufficialmente non occupava posizioni di governo, perché influenzava le decisioni e le strategie politiche dietro le quinte.
Se si pensa solo al denaro, si può vivere bene ma senza diventare ricchi come imprenditori o grandi imprenditori.
Se si considerano anche il potere e la possibilità di influenzare le decisioni importanti, alcuni spin doctor sono molto potenti e possono esercitare un grande controllo sull’opinione pubblica e sulla politica.
Tuttavia, spesso queste tecniche di comunicazione sono manipolative e possono nascondere le vere ragioni delle azioni politiche, come nel caso della guerra in Iraq, dove le motivazioni ufficiali erano diverse da quelle reali.
Essere uno spin doctor può essere vantaggioso dal punto di vista economico e di potere, ma comporta anche il rischio di manipolare l’informazione e di contribuire a decisioni discutibili, come le guerre o le crisi internazionali.
Catto in modo semplice, il testo parla di come negli Stati Uniti, soprattutto durante la presidenza di George W. Bush, ci siano state molte manipolazioni dell’informazione e campagne di propaganda organizzate dagli spin doctor. Questi spin doctor cercano di controllare come le notizie vengono presentate, per favorire l’immagine del governo e nascondere le verità scomode.
Ad esempio, hanno cercato di nascondere le difficoltà della guerra in Iraq, le vere responsabilità degli abusi sui prigionieri e le mancanze nelle prove sulle armi di distruzione di massa. Quando le cose si sono fatte troppo chiare e la verità è uscita fuori, hanno tentato di minimizzare o di colpevolizzare altri, come i giornalisti o funzionari sgraditi.
Il testo descrive anche come i media, che spesso si sono lasciati manipolare, abbiano iniziato a risvegliarsi e a pubblicare immagini e notizie che prima erano state censurate, come le bare dei soldati morti o le torture a Abu Ghraib. Questa svolta ha contribuito a far perdere credibilità all’amministrazione Bush.
Inoltre, ci sono esempi di come anche eventi internazionali, come la cattura di Saddam Hussein, siano stati usati come strumenti di propaganda e come si siano creati falsi legami tra Saddam e Al Qaida per giustificare la guerra.
Un altro esempio è il caso di Nicola Calipari, un funzionario italiano ucciso da soldati americani, dove la comunicazione del Pentagono è stata molto manipolata per nascondere la verità e ridurre le tensioni diplomatiche.
In sintesi, il testo ci mostra come la propaganda e la manipolazione dell’informazione siano strumenti potenti che, se usati male, possono distorcere la realtà, ingannare l’opinione pubblica e compromettere la credibilità di un paese.
Negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, Australia e Canada questa tecnica è molto diffusa, specialmente durante le campagne elettorali. In Europa, anche se meno, sta iniziando a essere usata, soprattutto in campagna elettorale, perché i politici capiscono che per vincere serve una comunicazione molto curata e strategica.
In Europa, i sistemi politici sono diversi: molti paesi hanno governi formati da coalizioni di più partiti e questo rende più difficile uniti e coerenti i messaggi. Per questo, gli spin doctor devono lavorare di più per creare immagini che convincano gli elettori, anche se spesso si ricorre a promesse che non si possono mantenere o a esagerazioni, senza che nessuno si scandalizzi più di tanto.
Perché in Europa ci sono tradizioni e regole più rigide sulla comunicazione. La stampa, ad esempio, tende a essere più indipendente e critica e la cultura politica europea è più rispettosa della verità, anche se qualche tentazione di manipolazione c’è. Inoltre, i sistemi elettorali europei favoriscono i governi di coalizione e la pluralità, che rendono più complicato usare tecniche di comunicazione molto aggressive.
In paesi come la Gran Bretagna, la stampa è molto libera e critica con i politici. In Francia, e in alcuni altri paesi, le cose sono più controllate: spesso le notizie più importanti vengono filtrate o gestite da élite e agenzie di pubbliche relazioni e ci sono pratiche di comunicazione che si avvicinano più alla propaganda.
La Svizzera, per esempio, ha delle regole molto rigorose: vieta le campagne di propaganda politica, chiede che le informazioni siano vere e trasparenti e si impegna a comunicare in modo oggettivo. Tuttavia, anche qui, negli ultimi anni, sono emerse alcune tecniche di manipolazione, come campagne segrete o l’uso di società di pubbliche relazioni per influenzare l’opinione pubblica, anche se in modo più discreto rispetto ad altri paesi.
L’Italia ha una situazione complicata: i politici e i media sono spesso influenzati dai poteri economici e politici e il ricorso allo spin si vede molto nelle campagne elettorali, con le agenzie di comunicazione e i consulenti che aiutano a costruire l’immagine dei leader e dei partiti. Tuttavia, in Italia questa pratica è più visibile e meno nascosta rispetto ad altri paesi, perché manca una disciplina chiara e le relazioni tra politica e informazione sono spesso trasparenti o facilmente riconoscibili.
Anche paesi con dittature, come Russia o Cina, usano tecniche di comunicazione e propaganda per controllare l’opinione pubblica, manipolare le informazioni e mantenere il potere. In alcune crisi internazionali, i governi usano media e tecniche di pubbliche relazioni per influenzare anche la percezione di eventi anche molto delicati.
Lo spin è una tecnica di comunicazione molto usata nel mondo occidentale e oltre, che aiuta i politici a controllare come vengono percepiti. Anche se in alcuni paesi ci sono regole più rigide e una cultura più attenta alla verità, in molti altri si tende comunque a manipolare le informazioni per ottenere vantaggi politici. La differenza sta nel grado di trasparenza e nelle tradizioni culturali di ogni nazione.