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Anche il papato di Innocenzo VIII non fu risparmiato da calamità e patologie che non trovarono spiegazione e presidi se non dopo il 1600, quando i tentativi di maggiore igiene e la segregazione dei malati iniziarono a smorzare gli assalti del bacillo pestifero. Da questa situazione si cercò un capro espiatorio, ossia una nuova cosmogonia inquisitoriale.
Raggiunti dall’ordine papale, Sprenger e Kramer si incontrarono prima di partire per Roma
Entrambi conoscevano la bolla di Innocenzo VIII contro le streghe, peraltro ispirata da Kramer. Un institor portava con sé un voluminoso brogliaccio. Sprenger aveva già pubblicato la sua Apologia.
“Si annunciano tempi terribili”, esordì Kramer, il cui sguardo pungente aveva trafitto più di un inquisito. “Il papa desidera un’altra crociata. Questa volta non sarà contro i turchi, ma contro la nostra stessa civiltà. E contro la falsa inquisizione che interroga le anime al di là del limite invalicabile della chiesa di Roma.”
Dal 1487 fino al 1669 editori importanti dislocati fra Parigi, Colonia, Strasburgo, Lione, Francoforte e Norimberga impressero a torchio migliaia di copie del libro che aveva sconfitto l’oblio dei secoli e l’infedeltà dei lettori. Un’aura di mistero si addensò attorno al Malleus.
Era un testo segreto esoterico. Sprenger fu autore dell’Apologia che introduceva il manuale, mentre Kramer redasse l’intero corpus del libro.
Il Malleus doveva inverare l’esistenza del demonio e contemporaneamente dimostrarne la subalternità a Dio.
Citando il De civitate Dei di Agostino, i Salmi, le Sacre Scritture senza risparmiare semi dottrinali e luoghi canonici, gli inquisitori ribadirono che fra diavolo, stregoneria e riti magici poteva esistere connessione anche a livello mentale.
La storicizzazione demonologica degli inquisitori sottolinea che il patto sacrilego fra umani e inferi è di natura recente. Giobbe fu colpito dal diavolo con un effetto nocivo senza ricorso agli stregoni e ciò avvenne per il fatto che quel genere di superstizione non era ancora stato inventato. La divinazione e la magia nera non vennero inventate (secondo il Malleus) nella prima metà del mondo. Solo nella seconda metà del mondo ci fu il primo genere di superstizione.
Una volta dimostrato con certezza secondo il protocollo del Malleus l’esistenza della stregoneria, risultava necessario e indispensabile individuare il commercio diabolico.
Si afferma che Satana e i suoi affiliati usano raduni e accoppiamenti infernali per trasformare eretici e non credenti in streghe e stregoni. La credenza popolare è diventata dogma di fede e l’’immaginario viene codificato in atti e peccati contrari alla vera fede.
La conferma ufficiale del sabba si ebbe in seguito alla confessione di alcune presunte streghe torturate dopo la bolla di Giovanni XXII Super illius specula. Il sabba era una forma di rendez vous comunitario cui potevano partecipare anche non affiliati e bambini. Mentre l’incontro intimo con gli affiliati veniva chiamato esbat.
L’Occidente a partire dagli ultimi decenni del XV secolo scivola nella reverie che trasfigura paesaggi, mari, continenti rivelati dalle narrazioni e scoperte di grandi viaggiatori come Marco Polo, Colombo, Magellano e Vespucci. L’ignoto poneva l’Occidente di fronte alla povertà delle sue campagne le misere condizioni della vita di massa ogni giorno patteggiata con signori ecclesiastici, bargelli, balzelli e distruzione.
Nella frattura epocale che si proietterà ben oltre il XVI secolo occorreva individuare un nemico esterno e interno su cui scaricare come capro espiatorio la responsabilità di tutti i mali del mondo. Il nemico interno visibile fu la strega, il nemico esterno invisibile ma pervasivo fu il diavolo. Fra queste entità che intrecciano l’alleanza fra visibile e invisibile fu posta l’assenza di Dio definita permissione e libero arbitrio.
Di fronte alla descrizione del sabba che si legge nel prossimo paragrafo che trasuda sessuomania ci si chiede cosa sia cambiato nel meccanismo inquisitorio a partire dal XV secolo. Le migliaia, forse milioni, di inquisiti e condannati per stregoneria a partire dal Malleus non vennero più ritenuti semplici eretici. Tutte le argomentazioni svolte dal Malleus tendono a dimostrare che il contatto sessuale è il veicolo privilegiato dal demonio per ridurre l’uomo in schiavitù.
Lutero credeva nel diavolo. Considerava le mosche una sua incarnazione.
Foucault sosteneva che la recrudescenza dei processi di stregoneria non fu un effetto della controriforma, l’esasperazione della coscienza religiosa trionfante contro il protestantesimo. Ma al contrario un’esasperazione del conflitto tra chiesa e parlamento.
La demonomania nel 1600 sembra più appannaggio dei magistrati laici che degli inquisitori. Le stesse autorità ecclesiastiche sempre più faranno appello a diagnosi e consultazioni di esperti medici per definire le cause dei posseduti.
L’inquisitore come le streghe appartengono all’età magica dell’umanità. Ma l’inquisitore è un sapiente e persegue l’acculturazione di credenze e paure popolari per assoggettarle alla fede disciplinare. Anche l’aneddotica che usa è dottrina didascalica. Da un lato abbiamo la medicina ancora invischiata in dogmi chiesastici e in riti semi pagani, che non era in grado di affrontare con presidi scientifici i fenomeni sovrannaturali; dall’altro lato abbiamo la scienza larvale infeudata a preti e tecnologia, che considerava spesso miracoli invertiti, dunque malefici, alcune conoscenze curative di donne che non parlano latino e non hanno frequentato l’università ma sanno guarire. Dunque sono streghe.
La borghesia e il mercantilismo avanzato necessitavano di una nuova procedura e di una nuova ideologia religiosa, che soprattutto dopo Lutero non penalizzasse più il peccato economico. Si avrà allora da un lato l’esaltazione protestante della ricchezza e del capitalismo, dall’altro lo stornamento dell’attenzione pubblica dall’immiserimento e sfruttamento progressivo dei subalterni a opera delle classi dominanti. La strega è la belva che può mangiare il neonato. È dunque un simbolo cannibalico polivalente.