
The Collage Post Foto di Tri Le da Pixabay
Nella storia dell’umanità questa è la prima epoca senza eredi o quantomeno è la prima a non riconoscere eredità da custodire e da trasmettere. Nessuno continuerà la nostra opera, nessuno salverà quel che poteva, doveva essere salvato di ogni eredità. È l’epilogo coerente di una società senza padre, poi diventata società senza figli, società patricida e infanticida, all’insegna delle orfanità elettive. Anche in politica leader e movimenti si presentano come il nuovo che avanza effettuando radicali restyling che sono un periodico disfarsi delle eredità per apparire più adeguati al presente e meno gravati da ingombranti macerie.
La storia in sé è un peso insopportabile. Figuriamoci la tradizione che non è solo memoria ma è pure connessione. Sono disconosciuti i maestri, la loro opera e la loro lezione. Non hanno nulla da insegnare perché provengono da un tempo arretrato rispetto al nostro, con tecnologie e modi di pensare e di vedere superati per il tribunale supremo del presente.
Il passato viene salvato solo quando si celebra la vittima, la quale ha un atto d’accusa e di ripudio dei loro carnefici.
Si spezza il filo d’oro chiamato “cultura”, che è eredità verticale e trasmissione circolare tra autori e lettori, tra maestri e allievi.
La perdita del filo d’oro ereditario, essenza di ogni tradizione, si manifesta in tre forme intrecciate: in primis non c’è più un mondo comune tra le generazioni, un mondo di valori, saperi ed esperienze che uniscono pur nella diversità anagrafica; poi non c’è uno stesso linguaggio con cui intendersi e comunicare, il lessico si fa incomprensibile come a Babele; infine non c’è attenzione, curiosità e interesse verso i mondi precedenti, si perde ogni riconoscenza e ogni riconoscimento di grandezza e dibattito verso chi ci ha preceduti. L’assenza di eredi sul piano culturale e ideale si rispecchia sul piano reale: non si fanno più figli, chi fa figli si ritrova con figli che partono dal paese per nuovi orizzonti. Se non partono, I figli si diseredano da solidi allontanano con la mente con il cuore.
Non vale più la pena ricordare o nutrire nostalgia del passato e di chi non c’è più. Tempo perso, vano esercizio, grottesco spiritismo contro il procedere ineluttabile della vita. Anche per questo si interrompe la trasmissione di saperi, principi, pratiche, consuetudini, esperienze: la tradizione era fondata sul principio di eredità biunivoca, ricevuta e consegnata in virtù della quale siamo eredi gravidi. Il passato va cancellato. Tutto accelera e si sostituisce. Non si trattiene nulla, tantomeno il senso della continuità e della civiltà. Ogni vita finisce su un binario morto, non proviene da nessuna parte e non si dirige verso alcuna destinazione, non continua da nessuna parte.
Non ci sono più maestri,. La perdita di legami ereditari tra maestri e allievi è colpa di entrambe le parti.
Ogni discepolo porta via con sé qualcosa al suo maestro.