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Ora occorre soffermarci sul legame tra il simbolismo del ponte e la dottrina del “sûtrâmâ”.
L’origine della parola “setu” è il termine più antico per “ponte” e appare nel Rig Veda. Questa parola deriva dalla radice “Sì”, che significa “attaccare”, e indica un legame. Infatti, un ponte collega due rive di un fiume.
Il ponte è tradizionalmente rappresentato in diversi modi: può essere formato da corde che uniscono alberi su due sponde, simboleggiando la connessione tra due stati dell’essere. In questo contesto, la corda assomiglia al “sutra”, ovvero al legame che unisce questi stati. Questo legame è sia sottile che resistente e il ponte può anche essere paragonato a un raggio di luce.
In altre rappresentazioni, il ponte può apparire come un’imponente struttura di legno o una singola trave, sottolineando la severità del percorso. Passare da un lato all’altro del ponte non è facile e comporta dei rischi, poiché rappresenta una transizione tra due stati, che possono essere interpretati come il bene e il male, oppure la vita e la morte.
In termini più ampi, le due rive simboleggiano il cielo e la terra, uniti in origine e poi separati. La manifestazione stessa è paragonata a un fiume che scorre tra di loro e il ponte funge da asse verticale che collega cielo e terra. Questo simbolismo è simile a quello della scala cosmica, dove i due livelli rappresentano sempre il cielo e la terra.
Il ponte, quindi, è la via per passare dall’uno stato all’altro. Una riva rappresenta il mondo materiale, mentre l’altra è simbolo di immortalità. Sebbene rappresenti un passaggio, il ponte può anche essere un ostacolo. Ciò rispecchia il duplice significato della parola “setu”, che può indicare sia unione che separazione.
È importante notare che il ponte può essere percorso in entrambe le direzioni, ma solo un cammino da una riva all’altra è sicuro. Tornare indietro è pericoloso e deve essere evitato, a meno che si tratti di un essere che ha già conquistato la liberazione. Quando si progredisce, il passato deve essere dimenticato, proprio come per la scala, in cui la parte inferiore scompare man mano che si sale.
La vera liberazione, quindi, implica il distacco continuo dai legami con gli stati precedenti, fino a giungere a un punto unico che rappresenta l’unità totale.
Il simbolismo del ponte e dell’arcobaleno sono connessi anche se presentano delle differenze.
Il ponte è spesso visto come un simbolo di connessione tra mondi diversi (cielo e terra). L’arcobaleno, d’altro canto, simboleggia anche l’unione tra questi due mondi ed è spesso associato alla pioggia, che rappresenta le influenze celesti che scendono sulla Terra.
Sebbene ci siano situazioni in cui il ponte e l’arcobaleno sono identificati (come nel caso del ponte Byfrost nella tradizione scandinava), questa connessione non è universale. Spesso, le assunzioni fatte sull’arcobaleno sono influenzate da un confronto secondario con il simbolismo del ponte, senza che ci sia una vera identificazione tra i due.
L’arcobaleno è considerato un simbolo di comunicazione tra cielo e terra, ma non necessariamente come un ponte di passaggio. In effetti, il testo biblico menziona l’arcobaleno come segno di un’alleanza, non come un mezzo di trasferimento.
In diverse culture, l’arcobaleno ha significati diversi. Ad esempio, nella tradizione greca, era associato alla figura di Iride, la messaggera degli dei. Anche in altre culture, l’arcobaleno viene associato a serpenti, simboleggiando correnti cosmiche e interazioni tra diversi stati di esistenza.
Il serpente, in molte tradizioni, è visto come un simbolo delle correnti cosmiche, rappresentando l’influenza reciproca tra cielo e terra. Questa associazione suggerisce che sia l’arcobaleno che il serpente potrebbero essere visti come rappresentazioni di flussi e influssi tra il mondo materiale e quello spirituale.
Il ponte e l’arcobaleno presentano alcune somiglianze simboliche, rimangono distinti e possono essere letti attraverso diverse lenti culturali e simboliche. Entrambi i simboli riflettono idee complesse su comunicazione, dualità e interazione tra il mondo terrestre e quello celeste.